I miei auguri a Clet
Oggi 2 Ottobre è il compleanno di Clet, un artista geniale che si dedica molto alla Street Art; questa è una mia reinterpretazione di un suo lavoro per fargli i miei migliori auguri!

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Oggi 2 Ottobre è il compleanno di Clet, un artista geniale che si dedica molto alla Street Art; questa è una mia reinterpretazione di un suo lavoro per fargli i miei migliori auguri!

…è l’unico su cui valga veramente la pena concentrare le proprie forze
per apprezzare il presente e non temere il futuro.
Ottimo articolo pre-natalizio:
“Don Domenico Pezzini, sacerdote lodigiano di 73 anni, è stato condannato a 10 anni di reclusione e a pagare a livello provvisionale un risarcimento di 50mila euro per violenza sessuale su un ragazzo del Bangladesh. Le violenze sarebbero iniziate quando il ragazzo aveva meno di 14 anni. Il giudice ha anche confermato la misura del carcere, rigettando la richiesta della difesa che aveva chiesto gli arresti domiciliari in una comunità monastica. I fatti contestati risalgono al periodo tra il 2006 e il 2009. Don Pezzini, originario di Borghetto Lodigiano e appartenente alla diocesi di Lodi (anche se da tempo era impegnato nel milanese), è molto conosciuto nella comunità omosessuale, e in particolare dagli anni ‘80 è stato il fondatore di un gruppo di omosessuali credenti che approfondiscono le tematiche relative a omosessualità e cristianesimo. Era stato anche docente di linguistica inglese all’Università di Verona.
Il giudice ha applicato una pena più pesante rispetto a quella chiesta dall’accusa: il pm di Milano, Cristiana Roveda, aveva chiesto infatti per il sacerdote otto anni e mezzo di carcere, mentre l’avvocato, Mario Zanchetti, aveva chiesto l’assoluzione e il subordine di trasferimento dal carcere in una comunità monastica, trasferimento a cui aveva dato parere favorevole anche il pm. Al ragazzino, costituitosi parte civile con l’avvocato Laura De Rui, è stata concessa una provvisionale di risarcimento di 50 mila euro.
Le violenze sarebbero avvenute nell’abitazione milanese di don Pezzini. In particolare, secondo l’accusa, il religioso avrebbe avvicinato il ragazzo, che viveva in una situazione di indigenza e degrado in un parco, offrendogli una possibilità di aiuto. In realtà, poi, avrebbe abusato più volte di lui per circa tre anni. Nel corso delle indagini, inoltre, era arrivata a Milano in Procura anche un’altra denuncia per abusi sessuali a carico del prete, presentata da uno straniero che ha raccontato di aver subito violenze una quindicina di anni fa, quando era minorenne. Fatti prescritti, ma che l’accusa ha usato come ulteriore elemento per confermare il quadro probatorio nel processo.
Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita.
Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.
Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
affrontala con valore e accettala.
In un modo o in un altro
è il risultato delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.
Non amareggiarti del tuo fallimento
né attribuirlo agli altri.
Accettati adesso
o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
e che nessuno è così terribile per cedere.
Non dimenticare
che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.
Apprendi dagli audaci,
dai forti
da chi non accetta compromessi,
da chi vivrà malgrado tutto
pensa meno ai tuoi problemi
e più al tuo lavoro.
I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
Impara a nascere dal dolore
e ad essere più grande, che è
il più grande degli ostacoli.
Guarda te stesso allo specchio
e sarai libero e forte
e finirai di essere una marionetta delle circostanze,
perché tu stesso sei il tuo destino.
Alzati e guarda il sole nelle mattine
e respira la luce dell’alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati, combatti, cammina,
deciditi e trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,
perché il destino
è il pretesto dei falliti.